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Lavoro in Giappone: reclutati robot

Lavoro in Giappone: reclutati robot

Crollo demografico, calo della forza lavoro e crescita che rischia di bloccarsi, così si investe sulle macchine in grado di svolgere più mansioni

Il crollo demografico e la chiusura agli immigrati frenano la crescita del Giappone che, all’improvviso, si ritrova senza manodopera. E così spuntano i robot lavoratori. Se prima queste macchine potevano essere attrazione turistica, specchietto per le allodole di chi il Giappone – forse per i cartoni animati – se lo immaginava proprio così, popolato di robot parlanti, adesso le aziende hanno iniziato davvero a reclutare queste nuove figure professionali.

La crescita dell’economia degli ultimi mesi è dovuta a un aumento del 5,3 per cento della domanda privata – le famiglie acquistano in particolare auto ed elettrodomestici – ma anche alla spesa aziendale, salita addirittura del 9,9% perché le aziende hanno compensato la mancanza di manovalanza investendo maggiormente sull’automazione. Secondo un’indagine della Banca del Giappone, le società con capitale sociale dai 100 milioni a un miliardo di yen prevedono di aumentare gli investimenti in questo campo, nel 2017, del 17,5%, cifra mai vista.

Chi ci gode sono i produttori di robot, che hanno visto i ricavi aumentare per la prima volta – nei primi mesi del 2017 – come non accadeva da diversi trimestri. Insomma, più per necessità che per diletto, il Giappone conferma l’immagine che i turisti avevano, fin dal 1963 quando sulle tv americane e nipponiche apparve Astro Boy, il primo dei tanti eroi di acciaio che aveva come missione di salvare il mondo. Poco alla volta, i giocattoli robot invasero l’Europa e l’Occidente. E al cinema, arrivò Blade Runner, che trasformò una futuristica Los Angeles nella Tokyo contemporanea, con auto in grado di volare.

Eppure, parliamo di un altro Giappone. Quello era in pieno boom demografico e di esportazioni, l’automazione era nell’immaginazione più che nella realtà. Oggi i tassi di natalità sono bassi, il Paese è invecchiato più velocemente di ciò che si credeva, la forza lavoro è diminuita. La futura crescita del Paese è in dubbio ed ecco che riappaiono i robot eroi, questa volta non in tv o al cinema, ma dietro alla reception di un albergo piuttosto che a una scrivania o in fabbrica.

Il Giappone non ha intenzione di reclutare immigrati: nel 2016 sono state accolte appena 28 richieste d’asilo, nel 2015 27. Nonostante ci fossero 10 mila richieste nel 2016, provenienti soprattutto da Nepal, Turchia e Sri Lanka. Meglio le macchine e sapete perché? Non hanno bisogno di uno stipendio e “non portano malattie infettive”, come si legge nel report del ministero degli Esteri.

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