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Disoccupazione Usa: gli uomini rifiutano lavori femminili

Disoccupazione Usa: gli uomini rifiutano lavori femminili

Mancano oltre un milione di infermieri, coloro che non hanno un’occupazione sono 20 milioni

Meglio disoccupati che con impiego tipicamente femminile. Questo, secondo quanto riporta il ‘New York Times’, pensano molti uomini statunitensi.

Un fenomeno che coinvolge uomini e donne, perché la distinzione tra lavori maschili e lavori femminili è stata interiorizzata da entrambi i sessi: nel caso in cui un uomo trovi un lavoro ‘femminile’ è proprio la compagna a scoraggiarlo dall’accettare quell’occupazione. Un fenomeno di cui si è interessato anche il sociologo Ofer Sharone (‘University of Massachusetts’). “Che vuol dire per un uomo accettare un lavoro in genere associato a una donna? Che ne sarebbe del suo rapporto con gli amici, con se stesso e con la moglie rispetto al restare disoccupato?”, si chiede.

Proprio per via di questi stereotipi può succedere che negli Stati Uniti a fronte di 20 milioni di disoccupati ci sia la richiesta di oltre un milione di infermieri, nonostante questa sia un’occupazione ben retribuita e alla quale si può accedere anche dopo corsi di un anno o di qualche mese. Quella dell’infermiere è però considerata un’occupazione tipicamente femminile, sia da parte dei lavoratori (gli uomini che lo esercitano sono appena il 10%) sia da parte delle famiglie dei malati che per l’assistenza preferiscono le donne. Secondo Sherwin Sheik (presidente del servizio di assistenza domiciliare ‘CareLinx’) questo avviene perché si crede che le donne siano più pazienti e vi è il timore di subire abusi o molestie da parte degli uomini.

Meno sensibili alla distinzione lavoro maschile/lavoro femminile sono le generazioni più giovani e così si assiste all’aumento degli uomini ai corsi di infermieristica; nonostante ciò secondo Brent MacWilliams (presidente dell’’Assembly for Men in Nursing’) è ancora lontano l’obiettivo di avere il 20% di infermieri uomini entro il 2020.

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