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Whatsapp: censurato dalla Cina

Whatsapp: censurato dalla Cina

Il governo ha bloccato definitivamente l’uso dell’app del pianeta Facebook

Whatsapp non è più attivo in Cina. Come riportato dal ‘New York Times’, il governo cinese ha infatti bloccato definitivamente l’applicazione che fa capo a Facebook. Una censura a cui si è arrivati gradualmente e che rientra nel controllo di media e mezzi di comunicazione che il governo sta inasprendo in vista del 19esimo congresso del Partito Comunista in programma ad ottobre.

Già a partire da luglio il governo aveva bloccato l’invio di file multimediali tramite Whatsapp e successivamente gli audio; da mercoledì scorso il blocco ha riguardato anche l’invio di messaggi testuali, seppur limitatamente ad alcune zone della Cina mentre da ieri il blocco è divenuto omogeneo. L’app di messaggistica istantanea era l’unica realtà della di Facebook ancora presente nel Paese asiatico (il social network è stato vietato nel 2009, Instagram non ha mai varcato il confine).

Blocco di Whatsapp anche a favore di WeChat, app di messaggistica dal contenuto non crittografato (come è invece quello di Whatsapp) vicina al governo cinese.

Intensificata la lotta anche ai servizi VPN, i quali permettono di connettersi a delle reti virtuali così da far credere che l’utente è collegato da un posto diverso da quello in cui effettivamente si trova: metodo questo utilizzato dai cinesi per collegarsi a siti e servizi che sono stati bloccati nel proprio Paese.

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