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Negazionismo: obbligo di visita ai lager nazisti per politico belga

Negazionismo: obbligo di visita ai lager nazisti per politico belga

La sentenza prevede una durata quinquennale della pena. Louis dovrà anche fare una relazione per ogni esperienza fatta

Un appuntamento fisso con i campi di concentramento nazisti che durerà cinque anni: è questo quanto attende Laurent Louis, ex deputato al parlamento federale belga dal 2010 al 2014, che nel 2015 è stato condannato per negazionismo in primo grado.

Louis, che su Facebook aveva messo in dubbio l’esistenza delle camere a gas nei lager nazisti e minimizzato la Shoah, non solo dovrà ora visitare realtà come Dachau, Auschwitz, Treblinka e Majdanek seguito da ufficiali giudiziari, ma per ognuna delle visite dovrà redigere un resoconto di almeno 50 righe su ciò che tale esperienza ha provocato in lui; testo che dovrà essere inoltrato ai giudici e condiviso sulla sua pagina Facebook, proprio lì dove è avvenuto il reato.

Soddisfazione per il verdetto è stata espressa dall’ex politico (simpatizzante del leader del francese ‘Front National’ Jean Marie Le Pen e del comico francese Dieudonné): con questo, infatti, ha ottenuto una sospensione della condanna ai sei mesi con multa di 18mila euro che gli era stata inflitta in primo grado. “Finalmente – ha dichiarato Louis – qualcuno riconosce il mio talento di scrittore. A parte gli scherzi, sarà un’esperienza formativa soprattutto da un punto di vista umano e un’occasione per denunciare i genocidi attuali”.

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