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Centri storici: vietati alle biciclette

Centri storici: vietati alle biciclette

Vita difficile per i ciclisti tra divieti di accesso e piste ciclabili realizzate con standard costruttivi illogici

Le due ruote in Italia non piacciono. Nonostante i benefici dati dall’utilizzo della bici, sono numerose le realtà che a suon di multe (+62% nel 2016) e ordinanze limitano fortemente la loro circolazione.

Ad Oristano è precluso alle bici il centro storico, ufficialmente perché la presenza sempre più numerosa delle due ruote stava diventando pericolosa visti gli spazi ridotti. A Trieste la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) ha avviato una raccolta firme contro la mozione per bloccare l’ingresso dei ciclisti nelle strade pedonali (il Codice della strada impone la convivenza tra bici e pedoni). Biciclette non gradite ancora a Grado (multe da 81 euro), Piacenza, Benevento, Orbetello, Chiavari, Lavagna e Sestri Levante (premio per la mobilità sostenibile), Portofino (qui sono bandite anche se portate a mano), Venezia (con l’eccezione dei bambini ma i due fasce orarie: 9-13 e 15-20).

Una circolazione che invece sarebbe da incentivare secondo Giulietta Pagliaccio (presidente di Fiab) in quanto “il turista su due ruote non ha bisogno di vaste aree di parcheggio”, che sottolinea anche come la convivenza tra ciclisti e pedoni viene regolamentata dal Codice della strada.

A evidenziare come ai ciclisti sia dedicata poca attenzione anche il ‘Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città’ realizzato a maggio da Legambiente da cui si evince che a fronte dell’aumento del 50% delle piste ciclabili tra il 2008 e il 2015 (da 2.823 a 4.169 chilometri)  il numero di chi utilizza abitualmente la bici per gli spostamenti è fermo al 3,6% degli italiani.

Questo a causa di piste ciclabili “realizzate in spazi residuali e marginali” che “non danno un senso di sicurezza” e con “standard costruttivi illogici e incoerenti, senza un’analisi preventiva dei flussi”. Mancano inoltre gli stalli per le due ruote, che sono assenti in oltre la metà dei Comuni analizzati per il rapporto, così come i parcheggi di interscambio.

Ci sono comunque realtà in cui la bici è un mezzo di spostamento diffuso: a Bolzano la ,utilizza il 13% dei lavoratori, in Emilia Romagna il 7,8% e in Veneto il 7,7%.

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