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Alzheimer: con l’AI si diagnostica con 10 anni di anticipo

Alzheimer: con l’AI si diagnostica con 10 anni di anticipo

L’algoritmo è stato realizzato da un team dell’Università di Bari

Giocare d’anticipo per combattere l’Alzheimer (di cui oggi si celebra la 24esima giornata mondiale). Uno studio condotto dalla Marianna La Rocca dell’Università di Bari potrebbe rivoluzionare il modo di affrontare la malattia: grazie all’intelligenza artificiale il morbo può essere diagnosticato fino a 10 prima dell’insorgere dei sintomi. In questo modo, seppure per la malattia non esista ancora una cura, un simile lasso di tempo può permettere prepare i pazienti ai cambiamenti di vita e trattare con anticipo la malattia ne potrebbe ritardare i sintomi (fatto su cui la medicina sta indagando).

La dottoressa La Rocca con il suo staff ha realizzato un algoritmo capace di leggere le risonanze magnetiche meglio degli esseri umani. In un primo momento è stato sperimentato sugli esami di 38 individui malati di Alzheimer e 29 sani; poi è stato ripetuto su 148 persone (52 sane, 48 con Alzheimer, 48 con minori problemi cognitivi che avrebbero sviluppato l’Alzheimer in dieci anni). Nell’86% dei casi l’intelligenza artificiale ha distinto le risonanze delle persone sane da quelle malate e nell’84% dei casi è riuscita a diagnosticare lo sviluppo della malattia in chi ancora non l’aveva.

La lettura delle risonanze da parte dell’intelligenza artificiale ha anche il vantaggio di essere più economica e meno invasiva di altre tecniche utilizzate al momento.

Inoltre, come dichiarato da La Rocca al settimanale ‘New Scientist’, tale tecnologia potrebbe essere utilizzata anche per altre malattie neurodegenerative, ad esempio il morbo di Parkinson.

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