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Addio tv: smartphone e tablet la stanno uccidendo

Addio tv: smartphone e tablet la stanno uccidendo

In calo del 10 per cento nel 2017 le vendite di televisori. A salvare il mercato, per ora, ci pensa la tecnologia: si compra meno, ma si spende di più

La televisione sta per diventare un pezzo di antiquariato. Tra gennaio e luglio del 2017, infatti, le vendite sono calate del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel 2015 il calo era stato del 12,2%, nel 2016 c’era stato un piccolo aumento (+3,6%), ma la fine dell’elettrodomestico per eccellenza pare segnata. La risalita era coincisa con il campionato europeo di calcio.

A salvare il settore, per ora, ci pensano i prezzi. Il consumatore, infatti, compra di meno ma cerca sempre più tecnologia. Il prezzo medio è cresciuto di 364 euro nel 2015, di 370 euro nel 2016, di 387 nel 2017. Si cerca la risoluzione superiore, quella del 4K, che ha reso obsoleta la full HD. Il volume d’affari, comunque, non si risolleva: (-11,4% nel 2015, +5,6% nel 2016, -5,8% nel 2017).

Romana Andò, sociologia della Sapienza e coordinatrice con Alberto Marinelli dell’Osservatorio Socialtv, spiega: “Il crollo delle vendite è l’effetto di quella che da anni chiamiamo la televisione in qualunque momento e ovunque. La moltiplicazione degli apparecchi di accesso e degli operatori di servizi fa sì che oggi si consumino più contenuti, ma non soltanto negli spazi domestici tradizionali e nei tempi canonici della visione”.

Servizi di streaming, tablet, smartphone: tutto questo fa concorrenza spietata alla vecchia tv. “Le pratiche del pubblico più attivo hanno di fatto anticipato le strategie poi attuate dai grandi distributori, che stanno trasformando un fenomeno di nicchia in pratiche diffuse. Penso al caso dell’ultima stagione di serie di successo che Sky ha dovuto mettere in onda in contemporanea mondiale, per evitare lo streaming pilota”. Poi c’è Netflix, “che invece gioca ad anticipare l’attesa dei fan, a promuovere modalità di fruizione immersive (binge watching) e realmente costruite sulle esigenze del pubblico”.

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