Immigrati in Italia: sale la paura, siamo al 46%

Immigrati in Italia: sale la paura, siamo al 46%

Sentimenti enfatizzati da media e politica. Fatti di cronaca, ma anche campagna elettorale. E cala il consenso pure per lo 'Ius Soli'

La paura degli immigrati sale. Lo dicono i numeri. Secondo l’indagine dell’Osservatorio Europeo sulla Sicurezza, curato da Demos (con la Fondazione Unipolis e l’Osservatorio di Pavia), siamo al 46%, il dato più alto dell’ultimo decennio. Quasi un italiano su due teme i migranti. Bisogna andare indietro fino al 2007 per trovare un dato superiore: 51%. Nel 1999, invece, eravamo al 46% come oggi.

Il tema dell’immigrazione, in Italia, è sempre stato terreno di scontro politico. Quindi, i dati sulla paura sono accentuati proprio alla vigilia di importanti scadenze elettorali, quando veniva agitato lo spettro dello straniero extracomunitario. Oggi, però, c’è qualcosa di diverso: i tanti sbarchi e le violenze delle ultime settimane, non ultima quella di Rimini. Anche questa volta, però, non bisogna dimenticare che in primavera si vota per eleggere il nuovo Parlamento. Quindi riecco i concetti come ‘invasione’, ‘extracomunitari con vitto e alloggio’, ‘violenza e stupri’.

L’Osservatorio di Pavia rileva come, nell’ultimo mese e mezzo, nel 10 per cento dei servizi dei telegiornali si parla proprio di immigrazione, nel 2016 la percentuale era all’8 per cento. Ad agosto e nella prima decade di settembre, nel 38% dei servizi incontriamo notizie di crimini compiuti da immigrati; un anno fa, la media dei 7 tg più importanti diceva 24%. Lo stupro di Rimini ha ottenuto un’enorme visibilità mediatica: una media di 5 notizie a edizione in quattro giorni. Eppure, viene da aggiungere, di recente gli sbarchi degli immigrati sulle nostre coste si sono dimezzati: da più di 23 mila nel luglio 2016 a 11 mila nell’ultimo mese (dati Unhcr, confermati dal Quirinale).

L’inquietudine, però, è cresciuta. Lo ‘Ius Soli’ nel 2014 era condiviso dall’80 per cento degli italiani, dal 70 per cento alla fine del 2016 e nei primi mesi del 2017. Oggi siamo appena al 57 per cento di giugno, al 52 per cento degli ultimi giorni. Media e politica aiutano ad avere paura, insomma, enfatizzando i sentimenti.

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