Silicon Valley: Google è sessista?

Silicon Valley: Google è sessista?

Licenziato ingegnere che aveva detto che le donne sono inferiori all'uomo per quanto riguarda la tecnologia, la scienza e il management

Silicon Valley è sessista o no? Un ingegnere di Google, stando ben attento a che tutto finisse online, ha discusso con altri colleghi dell’incapacità genetica (presunta) delle donne di stare al passo con i compagni maschi, nella scienza e nel management. James Damore critica apertamente Google che perderebbe tempo a cercare donne tra sviluppatori e dirigenti; queste ultime sarebbero più adatte a ruoli artistici e sociali. Ci è mancato poco che non abbia detto che dovrebbero stare a casa a fare la calzetta.

Damore fa sapere, difendendosi, che ha solo avviato un dibattito. E cita i numeri: le studentesse di Informatica, nell’era Big Data e Intelligenza Artificiale, scende. Se nel 1984 erano il 38% del totale, oggi sono solo il 17%. Intanto, però, l’amministratore delegato di Google, Sundar Pichai, fa calare su di lui la scure del licenziamento. Sostenendo che Damore ha tirato fuori spunti interessanti, in buona fede, ma finendo per andare davanti a un bivio dove da una parte c’è la libertà di parola e dall’altra la paura della discriminazione.

Ora Damore ha detto di voler adire alle vie legali. Ma il mondo americano, e non solo, si è diviso. C’è chi accusa Silicon Valley di essere ipocrita – nel 2015 Ellen Pao, manager di un fondo di investimento per le startup, chiese al tribunale risarcimenti per le discriminazioni subite, ma i giudici le dettero torto. E allora? A parole la discriminazione pare non esserci, di fatto c’è eccome. Damore è il classico sacrificato per dare fiato alle trombe del politicamente corretto.

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