Campi rom a Roma: Virginia Raggi crea ufficio e accelera per la chiusura

Campi rom a Roma: Virginia Raggi crea ufficio e accelera per la chiusura

I primi tre a venire smantellati saranno quelli della Barbuta, della Monachina e del Camping River. Fondi europei da 3.800.000 euro

Virginia Raggi accelera sul piano per la chiusura dei campi rom della capitale. E’ infatti stato creato un ufficio che monitori i progressi: “Ho firmato un’ordinanza per l’istituzione di un ufficio per favorire un efficace coordinamento strategico con l’attuazione delle misure previste nel ‘Piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”.

Sul sito del Comune di Roma si legge: “L’ufficio effettuerà un monitoraggio valutativo delle azioni realizzate e garantirà il raccordo operativo tra i vari uffici competenti, centrali e municipali”. E ancora: “Prosegue, dunque, il nostro impegno per il superamento dei campi rom. Un’operazione attesa da anni, che eliminerà sacche di illegalità e lo sperpero di fondi pubblici su cui Mafia Capitale ha avuto vita facile, oltre a permetterci di archiviare la logica dell’assistenzialismo. In una visione finalmente strategica, utilizzando fondi europei, in linea con la normativa comunitaria in materia di inclusione socio-economica. I primi interventi previsti sono il superamento dei campi La Barbuta, La Monachina e Camping River”.

Si partirà a novembre del 2017 e, massimo entro il 31 dicembre 2020, i primi campi rom dovranno essere chiusi, smantellati, con le famiglie avviate a percorsi di autonomia lavorativa e abitativa, nel tentativo di integrarle nel tessuto sociale. E’ online il bando per l’affidamento delle procedure necessaria alla chiusura dei campi rom. I fondi a disposizione sono di 3 milioni e 800 mila euro, tutti europei.

Alla Barbuta, attualmente, ci sono 650 persone (100 nuclei familiari); alla Monachina, 115 persone (30 nuclei familiari). Fa eccezione il Camping River, che dovrebbe chiudere prima, entro il prossimo 30 settembre.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *