Colloquio di lavoro: come vestirsi per avere successo

Colloquio di lavoro: come vestirsi per avere successo

Scegliere il giusto look è determinante 4 volte su 10

Trovare un lavoro è una vera e propria sfida in cui il primo obiettivo è riuscire, quantomeno, ad essere chiamati per effettuare un colloquio di selezione.

Si studia quindi come rendere più accattivante il proprio curriculum vitae: non solo nei contenuti (mai pensato di inserire anche l’eventuale esperienza da scout?) ma anche negli aspetti grafici come la foto (se donne conviene metterne una con scollatura) e il font scelto. Si medita se spedire il cv via email o se presentarsi di persona nella sede dell’azienda presso la quale si presenta la propria candidatura. E se il cv non basta si cercano strade alternative per far colpo sui selezionatori.

Ma cosa fare se si ottiene il fatidico appuntamento per il colloquio? Generalmente questo dura circa un’ora, ma pensare di avere così tanto tempo per far colpo sarebbe una mossa sbagliata. Determinanti sono infatti i primi secondi. Quello che conta è la prima impressione, che passa per il linguaggio non verbale (quello verbale incide nella comunicazione soltanto per il 10%) e questo si compone sia del linguaggio del corpo sia dell’abbigliamento scelto. Ancora convinti che “l’abito non fa il monaco”?

Secondo un’indagine condotta dalla società inglese di recruiting ‘The Ladders’ il 37% dei selezionatori nella scelta del candidato si basa sul dress code. Il consiglio è allora quello di studiare il codice di abbigliamento dell’azienda presso la quale si svolge il colloquio e adeguarsi ad esso. L’importante è indossare vestiti in cui ci si sente a proprio agio, che siano puliti e stirati e se si è in dubbio tra un look formale e uno casual è bene scegliere sempre il primo.

La scelta dell’abbigliamento, tra l’altro, non è priva di conseguenze neanche su se stessi. Come dimostra uno studio della ‘Columbia University’ e della ‘California State University’ di Northridge gli abiti formali favoriscono le abilità cognitive e il pensiero astratto, quelli casual portano a focalizzare il pensiero sui problemi pratici.

Una ricerca della ‘Northwestern University’ nell’Illinois, pubblicata su ‘The Journal of Experimental Social Psychology’, ha inoltre dimostrato come gli studenti sottoposti a test di attenzione selettiva ottenevano risultati diversi indossando differenti tipologie di abiti da lavoro, questo perché l’abbigliamento condizionava la percezione di sé.

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